Nonno Abelardo

…..alias Sozzi Ermanno
Sono nato a Salsomaggiore Terme il 22 ottobre 1954 da famiglia contadina, padre di Cangelasio e madre di Scipione Castello, ed sono “emigrato” in quel di Fidenza, dove tuttora risiedo, all’età di 3 anni. Sposato da 40 anni con Rita, abbiamo due figlie: Silvia e Valentina. Volontario del Gruppo Sostegno Alzheimer Fidenza dal 2005 e della VAPA (Volontari Assistenza Pasti Anziani) dal 2017, sono stato insignito nel 2014 della onoreficenza di Cavaliere “Al merito della Repubblica Italiana”. Collaboro con la Famiglia Fidentina nella redazione del “Numero Unico”. Scrivo in rima da ……non ricordo quando e con la mia raccolta di filastrocche, “Le filastrocche di Nonno Abelardo”, ho coronato un sogno che avevo nel cassetto da tempo.Nonno Abelardo è lo pseudonimo che mi sono scelto in assonanza con un noto personaggio dei fumetti degli anni sessanta e così amo farmi chiamare dai miei amici, anziani e non solo.
I proventi della pubblicazione sono interamente destinati al Gruppo Sostegno Alzheimer Fidenza per le sue attività a favore delle persone con disturbi cognitivi e dei loro familiari.
Disponibile a Fidenza presso:

 

 

Nonno Abelardo volontario in Casa Residenza Anziani

nonno.abelardo@libero.it                  ermanno.sozzi@libero.it

Segreteria GSAF in Casa Residenza Anziani, via Esperanto 13 Fidenza martedì dalle 10 alle 12

331 1246839

Punto di Ascolto GSAF Piazza Garibaldi 25/C (palazzo Porcellini) Fidenza mercoledì dalle 10 alle 12

370 3454530

Centro di Incontro “Insieme” via Mazzini 3 (ex macello)

il lunedì ed il mercoledì mattina.

L’edicola di Vincenzo in via XXIV Maggio (via Emilia) di fianco all’AVIS

nonno.abelardo@libero.it

ermanno.sozzi@libero.it

volantino

Chi sono

Alcune Filastrocche di Nonno Abelardo

 

L’UTILE E IL DILETTEVOLE

Questa per me è una occasione notevole

nella quale si unisce l’Utile al Dilettevole.

L’Utile, lasciatemelo dire, davvero lodevole,

è “il raccolto” che sarà destinato

ad iniziative per aiutare il malato

di disturbi cognitivi, affiancato

da coloro che se ne prendono cura

perché la loro quotidianità sia un po’ meno dura.

Dilettevole, ed è questa altra cosa sicura,

(scusate la presunzione)

sarà la lettura di questa composizione,

questa raccolta che non è una semplice compilazione

ma piuttosto uno strumento per fare alcune riflessioni

ma anche” come diceva il buon Veltroni,

per sorridere alla vita, ai suoi lampi ed ai suoi tuoni!

Per finire, di Oriano Ferrari un’ultima citazione:

“Di questo lavoro sono orgoglione

Ovvero orgoglioso, ma ne avrò ragione?

A voi la sentenza ed un ultimo suggerimento

che di darvi davvero mi sento:

“Poco prima di pagina cento,

quando a pagina 94 arriverete,

fermatevi un attimo e attentamente leggete.

Sono certo che ci aiuterete!

 

IL PESCIOLINO ROSSO

Me ne sono accorto, d’un tratto, un mattino,

quando ho ritrovato nel freezer un calzino.

Chi ce lo ha messo?…… ed è un lampo…

ed ho capito di non aver più scampo.

A volte son calmo, o allegro e giulivo,

altre volte del senno sono privo.

Davvero, credetemi, faccio quel che posso,

ma ho la memoria di un pesciolino rosso!

A volte son cosciente

ed ho davvero paura;

altre volte non so niente

ed è un po’ meno dura.

Chi è quel “tedesco

che mi ha fatto perdere la testa?

Ricordare non riesco.

Alzheimer, e altro non mi resta

che nel tunnel sempre più avanzare

dal quale non si può più ritornare.

Gli ultimi momenti di lucidità

sono uno strazio: chi mai sarà

che di me si prenderà cura?

Quanto sarà la sua vita più dura?

Quanto resisterà senza giudicare?

Quanto “carico” saprà sopportare?

Quante domande nell’ultimo sprazzo

di lucidità…..se fossi pazzo….

O forse già lo sono……….

Vorrei chiedere perdono

per l’enorme sofferenza

che sto causando.   E la pazienza,

che so non essere infinita,

sia un “segnale” per la vostra vita.

Tirate la cordicella del paracadute,

pensate soprattutto alla vostra salute

che tanto noi ormai siam destinati

all’oblio dei sensi e dei verdi prati

nel misterioso mondo della mente

chiusa in se stessa, da cui non esce niente.

Triste davvero questo destino

svelato dalla scoperta del calzino.

Drammatico alla presa di coscienza

ma poi dissolto lentamente senza

che alcun intervento vi possa influire

e l’oblio è il nostro divenire.

Un accorato appello, prima che il buio scenda,

che si chiuda sulla vita questa “tenda”:

non giudicate,

fatelo per voi;

non insegnate,

non impariamo più noi.

E soprattutto pensate

a voi stessi e rispettate

il ciclo normale della Natura,

Madre o Matrigna, in questo caso dura.

Solo così anche noi staremo “bene”

e le nostre occulte e strane pene

forse saranno, chi lo sa, alleviate.

La vostra salute rispettate!

Ecco…….lo sento, arriva il “tedesco

mi prende la mente……esco!

Son fuori, dal balcone, dalla testa.

Son dentro, forse, a una tempesta.

Vi lascio, con una speranza nel cuore,

…mai più calzini nel congelatore!

 

Nota:        

Senza data, non è determinante

Anche l’autore non è forse così importante.*

Il problema, anzi il casino, è che sono tante,

         le storie come questa e sempre di più saranno,

         e a noi purtroppo non resta che “limitare il danno”!

‘*Liberamente tratto da una lettera di cui purtroppo non ho più trovato traccia.

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